• Arianna

Che cos'è il Greenwashing?

Ciao amanti del Technicolor,

Sono sempre io, Arianna!

(Mi sento molto il Capo di Art Attack in questo momento!)

Come ogni sabato, vi accompagno in questo viaggio verso la sostenibilità.

Mi è stato detto che riesco a rendere argomenti così complicati semplici da leggere e questo mi ha dato la forza per continuare a scrivere.

Spesso, parlando di questi argomenti, ho paura di risultare antipatica o pesante e invece, il vostro supporto mi sta facendo ricredere e quindi mi sento in dovere di ringraziarvi!

E quindi, senza altri convenevoli, riprendiamo il discorso della scorsa settimana rispondendo ad una delle domande che più frequentemente ricevo: Che cos'è il Greenwashing?

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La ricerca di informazioni


Come accennato la scorsa settimana, una volta intrapresa la strada della sostenibilità, una delle prime cose che inizierete a fare sarà quello di iniziare a leggere etichette.

Etichette, etichette ovunque! Sarete sommers* dalla miriadi di informazioni da ricercare!

E tirerete un sospiro di sollievo nel vedere in lontananza giungere il vostro cavaliere venuto a portarvi in salvo: l'azienda Green!



Fidatevi, l'inizio di questa strada zero waste non sarà per niente rilassante.

Se c'è una cosa che ho imparato nei miei studi universitari è che noi consumatori siamo molto spesso ipocriti. Avete letto bene! Passiamo dal ricercare verità e trasparenza al comprare gli stessi prodotti per abitudine.

Dobbiamo essere onesti qui però, perché viviamo ritmi di vita talmente frenetici che, accettare di poter trovare sempre il nostro fedele prodotto a farci compagnia, ci rincuora, ci da qualcosa in meno da fare.

E questa è esattamente la stessa cosa che accade quando si iniziano a fare scelte più eco friendly: la vita rimane frenetica ma, in aggiunta a ciò, tutti i prodotti che abbiamo sempre utilizzato diventano di colpo i nostri nemici.

Ed ecco quindi che ricercheremo prodotti sostenibili, affidandoci alle etichette e aspettandoci sempre la famosa onestà di cui parlavamo prima.

In questa fase della vostra ricerca vi capiterà, quindi, di fare il primo incontro con questo ignoto Greenwashing.



Ma che cos'è il Greenwashing?


Il Greenwashing, letteralmente significa "lavaggio verde".

Nient'altro è che una strategia di impresa che permette di nascondere eventuali danni arrecati all'azienda mantenendo, di facciata, un aspetto Green.

Questo termine è stato utilizzato già dalla fine del secolo scorso, proprio in coincidenza con i primi moti ambientalisti che pretendevano un maggiore rispetto per la nostra amata Terra.

Un esempio pratico per farvi capire di cosa stiamo parlando è quello degli asciugamani in albergo. Da anni, ormai, leggiamo nei bagni delle nostre stanze il cartello che invita la clientela ad evitare il lavaggio inopportuno degli asciugamani. Anche io da piccola sono sempre rimasta positivamente colpita da questi messaggi, proprio perché era una piccola "coccola" riservata all'ambiente.

Ebbene, non voglio incolpare gli alberghi con dati statistici, per cui mi limiterò a dire che, delle volte, questi messaggi non hanno niente di ambientale, ma anzi servono a poter risparmiare soldi nel non dover consumare acqua e sapone quotidianamente.

Ecco, ora probabilmente iniziate a capire meglio di cosa stiamo parlando.



Il greenwashing come trovata di Marketing


Chi mi conosce lo sa, io vivo di Marketing, è una cosa che mi ha appassionato da quando ero piccola e che mi ha portato a seguire i miei studi.

Il Marketing è ormai una parte fondamentale per un'azienda, ma è uno strumento che va utilizzato con criterio, soprattutto oggigiorno, con gli infiniti modi che abbiamo di poter parlare di un'azienda come nel caso di Internet e dei Social.


Le aziende che utilizzano la tecnica del Greenwashing lo fanno per cavalcare l'onda del momento.

Stiamo sempre di più a preoccuparci dell'ambiente e a richiedere alternative ecologiche dei prodotti che da sempre utilizziamo, quindi è facile promuovere un prodotto come ecologico e coprire poi tutto quello che in realtà succede sotto il nome di quell'azienda.

Chi ci va di mezzo però, oltre all'ambiente, è il consumatore stesso, ossia noi! Eh sì, perché sarebbe impensabile potersi informare su ogni singola azienda esistente! Ci fidiamo del prodotto finale, dando per scontato che ciò che arriva nei nostri negozi sia già stato controllato ed etichettato come tale, poiché testato.


Ci sarebbero infiniti esempi di aziende che utilizzano la tattica del greenwashing. Un nome a caso: Coca Cola. Ebbene sì, il colosso delle bibite non solo è responsabile di milioni di rifiuti di plastica ogni anno ma ha utilizzato il greenwashing per avvicinare i sostenitori dell'ambiente. Il prodotto di punta di quella campagna? La Coca Cola Life... l'etichetta verde non vi ricorda niente?

Ma di certo non è l'unica colpevole. Sono molte ormai le aziende che, per aumentare le vendite, utilizzano anche solo i colori che ormai associamo ai prodotti ecosostenibili.



Partendo dal greenwashing poi si diramano altre strategie, come quelle di alcune aziende che nascondono il loro impegno sociale con la semplice azione di piantare un albero.



La soluzione?


La situazione del Greenwashing sta sfuggendo di mano ma fortunatamente, come sempre nel mercato, noi consumatori abbiamo il potere di far cambiare le cose. Come? Leggendo le etichette e cercando informazioni che possano confermare la visione affermata dall'azienda.

Vi posso garantire che sono molte le aziende oneste che promettono quello che dicono, fortunatamente, e non sarà difficile imparare a riconoscerle ed evitare quelle che si professano come sedicenti aziende green. Un piccolo aiuto? Se parlano di ambiente ma i loro prodotti sono imballati in plastica, allora non sono Green, semplice!


Oggi sono poi molte le multinazionali che si stanno avvicinando al mondo vegano e zero waste.

Ci sono aziende che portano avanti due linee: la classica e l'alternativa, come nel caso di Findus o Colgate, con la sua linea di spazzolini in bambù.

Cosa si dovrebbe fare allora, condannare anche loro?

No, ovviamente stanno cavalcando la "moda" del momento e di certo preferisco vederli promuovere linee Green. Anche se solo per visibilità, fanno comunque sì che prodotti ecologici possano essere reperiti più facilmente.

Mi è capitato, infatti, di trovare al supermercato alternative Green per l'igiene orale, rimanendo spesso delusa nel trovare spazzolini in bambù avvolti in plastica. Ecco, quello si che è Greenwashing! Apprezzo quindi l'impegno di Colgate nell'usare un packaging di carta, in perfetta linea con il prodotto.


Un altro aiuto che riceviamo oggi è la presenza di un bollino che ci garantisca che il prodotto sia realmente Green. Sono molte le associazioni no-profit che si impegnano nel creare certificazioni Green che solo aziende che rispettano determinate politiche possono ottenere.

Questi bollini sono presenti anche sui siti delle aziende, rendendo l'acquisto sempre più semplice.


Personalmente, ho risolto il problema del Greenwashing in maniera molto semplice, ossia comprando solo da piccoli produttori.

Esatto, quando posso cerco di evitare di acquistare dalle multinazionali poiché, sebbene apprezzi il fatto che rendano il discorso ambiente accessibile a tutti, è anche vero che vanno ad inserirsi in un mercato composto prevalentemente da piccoli produttori. Questi ultimi hanno ovviamente costi maggiori e visibilità molto ridotta rispetto ai colossi internazionali.


Ecco, il mio piccolo contributo mi fa pensare di aver fatto la differenza, anche se per poco. Desidero un mondo Green, ma è anche vero che i colossi hanno avuto la possibilità di sostenere l'ambiente e non l'hanno mai fatto, iniziando soltanto adesso perché è diventato uno stile di vita importante.

È per questo che preferisco tifare per le piccole aziende, che hanno aperto la propria attività credendo nei miei stessi valori.


Come potete vedere, quindi, la situazione Greenwashing presenta anche aspetti personali in quanto, oltre alla teoria, vi è poi il giudizio strettamente personale che viene fuori nel momento di una scelta.


Ora, però, sapete cos'è il greenwashing e quindi sarete di sicuro più consapevoli delle vostre scelte future.

Come sempre, mi piace ricevere domande, consigli o anche solo un saluto da parte vostra, quindi non vedo l'ora di sentire la vostra!

A sabato prossimo!

Siamo Arianna e Salvatore, nomadi digitali con la passione per

l'avventura Green!
Tutti i nostri viaggi sono zero waste, nel rispetto della natura e con un pizzico di follia! 

Con noi non viaggerete come gli altri, imparerete a diventare cittadini del mondo, proprio come noi!

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