• Arianna

Veganuary: cos’è e cosa ne penso

Aggiornato il: gen 30

Veganuary: l’argomento di cui ormai si parla da anni praticamente ovunque!

Come tutti quelli già citati nel mio articolo precedente sullo Zero Waste (che vi suggerisco di leggere visto che l’ho scritto io), il Veganuary è un altro di quei paroloni che spesso ci ritroviamo a nominare o a sentire, ma senza mai capirne del tutto il senso. Ormai ne parlano tutti e, per questo, mi ero decisa a non cadere nella trappola di diventare la millesima persona da cui sentir parlare di questa “attività”. Direste voi, “ma scusate, siete un blog di zero waste e cibi veg e non parlate di un'attività prettamente vegana?”... e avreste anche ragione! A questa, quindi, rispondo: non mi piacciono le costrizioni e non mi piacciono le mode.



Sono sempre stata così, un po' fuori dalla corrente. Magari è proprio questo atteggiamento che mi ha avvicinata al mondo dello zero waste, perché non ne sentivo parlare a sufficienza ed ero curiosa, boh... Fatto sta che, se ho deciso di farmi accendere la lampadina dello scrittore (cosa che mi accade assai di rado visto il mio deficit dell’attenzione), è perché, visitando tanti profili, non ho mai trovato nessuno che la pensasse come me. Tutti ne parlano: influencer, blogger... persino le vicine di casa! Ma non ho trovato nessuno, NESSUNO che abbia mai condiviso nero su bianco il mio pensiero.


E allora ecco l’illuminazione! Sarà che nessuno abbia mai avuto la forza, o anche il coraggio, direi io, di buttar giù due righe sull’argomento? Beh, ci penso io, sono qui per questo. Eccomi qui, seduta di fronte al mio pc in questa giornata del 2021, a parlarvi del Veganuary: cos'è e cosa ne penso!



Cos'è il Veganuary?

Innanzitutto, vorrei iniziare con una spiegazione, perché mi piace poter confrontarmi con le persone partendo tutti dalle stesse conoscenze di base: solo così, a mio avviso, si può avere inizio un dialogo costruttivo.


Veganuary è un movimento che nasce nel 2014 da una no profit inglese che si chiama, per l’appunto, Veganuary. Tramite il sito, che vi lascio qui per conoscenza personale, la no profit aiuta le persone ad intraprendere la strada del “veganesimo” per un mese, abbandonando carne, pesce e derivati come buon proposito dell’inizio dell’anno nuovo. In fondo si sa, siamo più propensi a intraprendere strade nuove all’inizio di un nuovo anno.

Dal 2014, i partecipanti a questa attività sono andati gradualmente ad aumentare, segno del fatto che questo cambiamento piace e fa bene alla gente. Fin qui, niente di strano. Anzi!


Ecco, quindi, che arriva la mia idea non convenzionale sul Veganuary! Arrivati a questo punto, molti di voi (sperando siate rimasti a leggere) si staranno domandando di quale idea stia parlando, visto che, tendenzialmente, dovrei essere felice che sempre più persone si stiano avvicinando al mangiare veg. Sarebbe una mia utopia che prende vita, no?



Cosa penso del Veganuary?

Ed ecco quindi il mio punto di vista sul Veganuary.

Come sempre, il mio cervello va a 3000 mentre scrivo e, su carta, tutto mi appare disordinato. Quindi cercherò di essere più chiara possibile e, per questo motivo, dividerò tutto il discorso in più punti, in modo da non farvi impazzire. Sì, perché il motivo per cui ho un’idea diversa dalla maggioranza non può essere riassunta in un punto solo. Non direi di essere contraria, visto che comunque è un modo per avvicinare sempre più persone a questo mondo poco conosciuto... ma è proprio da qui che voglio partire.


1. La scarsità di informazioni sul mondo Vegano.

Ecco il primo punto sulla lista. Quando si decide di intraprendere questa strada, sono pochissime le informazioni che si hanno sull’argomento, mentre sono molte le false informazioni in nostro possesso al momento della decisione.


Quando ho intrapreso questa strada mi è stato detto di tutto, dal “Sei anemica, da quale alimento prenderai il ferro?”, passando per roba tipo “La soia fa ingrassare”, a cose come “La soia fa venire il tumore” (Dovreste vedere gli straordinari risultati delle mie analisi da quando ho abbandonato il mondo animale a favore del veg!).



Per non parlare, poi, della parola “vegetariano” in sé, che ha aperto un mondo di incomprensioni senza fine. La classica domanda che mi viene posta ripetutamente? “Ma quindi mangi solo pesce?”. Cosa c’entra tutto questo? Per dire che c'è molta confusione già tra le varie tipologie di stili alimentari: Vegetariano, pescitariano, vegano e così via... figuriamoci sul resto!


Diventare vegani è un passo importante che richiede grande forza e spirito di adattamento, e le informazioni sono fondamentali per essere sicuri di star facendo la scelta giusta. Non è facile come molti lo fanno apparire! Attenzione, lungi da me il volervi allontanare dall’idea di diventarlo! Dico solo che non si può mangiare insalata tutti i giorni. Come ogni “dieta” (o stile alimentare) bisogna capire cosa fa bene al nostro corpo e cosa no. Le quantità di cibo sono importantissime per mantenere una dieta equilibrata e variata. Non mangiamo di certo solo verdure, anzi!


2. Ricette difficili

Ed eccoci al secondo punto. Le ricette.

Alzi la mano chi non abbia mai iniziato una dieta cercando di seguire un menu rigido con determinate ricette stabilite! E quante di queste diete si sono poi concluse con una grande abbuffata davanti alla tv? Questa pandemia ci ha insegnato la lezione fondamentale di dover rallentare i nostri ritmi di vita, ma ci ha anche ricordato che la nostra società non è ancora pronta a farlo.

Potremmo assumere una nuova ottica di vita, ma gli orari da rispettare e i cartellini da timbrare sono e saranno ancora all’ordine del giorno. La maggior parte delle diete rischia di fallire per colpa di ricette che sembrano facili ma che, come ogni cosa, in realtà richiedono molto tempo e impegno.



Ed ecco, quindi, che ogni gennaio mi ritrovo il feed invaso da tutti questi piatti ipercurati e super colorati! Tanta gioia solo a vedersi! Ma poi con i fatti, quelle ricette sono super complicate da eseguire! Sono passati due anni da quando mangio Green e vi garantisco che alcune ricette sono ancora troppo difficili per me. Molte ricette prevedono l’uso di ingredienti mai visti o sentiti prima, come per esempio il melone cornuto (tassativamente coltivato in Africa e portato in braccio fino alla nostra tavola!). A mio avviso, queste ricette scoraggiano le persone che hanno trovato il coraggio di fare un cambio vita decisamente drastico rendendolo ancora più drastico! È come dire che, nella vita di tutti i giorni, riusciamo quotidianamente ad eseguire ricette che prevedono carne cucinata a fuoco lento per 40 ore. Ma tutto questo tempo dove lo troviamo? Già è tanto se a fine giornata, a volte, riusciamo a mangiare un piatto di pasta in bianco!


Molti di questi ingredienti, inoltre, non sono presenti nella nostra dieta quotidiana e c'è bisogno di tempo perché vengano introdotti nel mercato. Vanno prima di tutto compresi e solo allora saremo in grado di abbinarli seguendo i nostri gusti.


3. Pochi ingredienti in Italia

Eccoci dunque arrivati al terzo punto. Non so da quale parte d’Italia veniate voi, cari lettori che mi sopportate, ma qui a Benevento soltanto adesso sta iniziando ad arrivare qualcosa di questo meraviglioso mondo vegano... e non con poche difficoltà! Ecco perché, per me, questo è un punto a svantaggio del Veganuary. Seguendo il punto 3, infatti, nella lista mancherebbero molti ingredienti che non si trovano facilmente o per niente. Magari in grandi città sì, ma non nel paesello sul cocuzzolo della montagna (Un saluto se state leggendo da lì!).


4. Passaggio rischioso da onnivoro a vegano

(Sono molto orgogliosa di me stessa in questo momento per essere riuscita a seguire un pensiero lineare e coerente).

A meno che non ci si senta pronti da sempre come è successo a me, la forzatura del cambiamento può essere dannosa per il successo. Infatti, come per ogni dieta, si rischia di rinunciare nei primissimi giorni poiché troppo difficile da seguire.



Questo punto ha bisogno di due chiarimenti. Il primo è legato al precedente punto: il mio consiglio è sempre quello di iniziare a rimuovere gli alimenti gradualmente, quando si è sicuri di poter trovare un buon sostituto nel proprio supermercato di fiducia. Non è facile rimuovere la mozzarella dalla propria dieta per poi non trovarne il corrispettivo vegano. Si rischierebbe di cadere in tentazione e di comprarne una “normale”, vanificando quanto fatto prima. Oppure non è per niente semplice privarsi del piacere di una pizza, per esempio, solo perché non si hanno gli ingredienti.

Per quanto riguarda il secondo chiarimento invece, come ogni cosa, il corpo ha bisogno di tempo per abituarsi al cambiamento... e questo tempo va rispettato! Il nostro corpo è un tempio e così va trattato. Quindi, rimuovere tutto ciò che siete stati abituati a mangiare, potrebbe avere riscontri negativi: potreste addirittura arrivare a pentirvi della scelta fatta!



5. Non è e non deve essere una moda.

Ed eccoci finalmente al punto finale.

Non è una moda, non è una cosa da fare perché va di moda, o perché lo fanno tutti.

È un cambiamento dello stile di vita che, inevitabilmente, ne comporterà altri.

Per esperienza personale ho iniziato dalla plastica, per poi rimuovere la carne, per poi eliminare i suoi derivati, arrivando anche a riflettere attentamente anche su quali vestiti o mobili comprare!

È una scelta ancora poco convenzionale, il che significa che la gente vi giudicherà e criticherà.

Non è stato facile per me intraprendere questa strada. Ho dovuto educare i miei genitori prima di tutto ( ciao mamma, lo so che stai leggendo e ti arrabbierai).

Ma è così, la gente avrà sempre da dire e, quindi, dovrete essere pronti e sicuri delle vostre scelte in modo da non sentirvi in colpa o cadere in tentazione.


Andare a mangiare fuori, a volte, può essere fastidioso: dover fare 3000 domande al cameriere, assicurarsi della provenienza dei prodotti e avere sempre una persona al tavolo che dirà “ma se lo mangi una volta non succede niente”... Ecco, queste sono tutte cose che potrebbero farvi ricadere nelle vecchie abitudini.



Ed ecco perché non sono favorevole al 100% a questo Veganuary.

La mia paura è quella di vedere gente avvicinarsi a questo mondo, spaventarsi, e allontanarsi senza mai più tornare sui propri passi. Ho paura che questa cosa rovini più che costruire.

Per anni abbiamo sentito battute sui vegani puntigliosi (ancora oggi le sento) ma vi assicuro che non ci piace essere così, costantemente con gli occhi puntati addosso.

Quindi sì, se tra voi lettori c'è qualche lettore vegano, vi sono vicina.

Se invece ci sono lettori onnivori, ricordatevi di queste parole e #adottaunvegano .

No, scherzo ahaha


Ma davvero, magari conoscete qualcuno che ha intrapreso questa strada o magari siete voi stessi a volerlo fare. Beh, in questo caso, ora sapete che c'è almeno una persona che vi è vicina e sa quanto può essere difficile. Quindi buon viaggio e buona fortuna!


Spero che questo monologo sul Veganuary, su cos'è e su cosa ne penso, vi sia piaciuto. Lasciate un commento se vi va, sono curiosa di sapere la vostra sul Veganuary e sul mio pensiero.


Siamo Arianna e Salvatore, nomadi digitali con la passione per

l'avventura Green!
Tutti i nostri viaggi sono zero waste, nel rispetto della natura e con un pizzico di follia! 

Con noi non viaggerete come gli altri, imparerete a diventare cittadini del mondo, proprio come noi!

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