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  • Salvatore

Benevento, la capitale Longobarda

Il nostro ammorbarvi con Benevento vi infastidisce? Credete di averne quasi abbastanza?Bene, vi informo che non avete ancora visto niente! Ahahah scherzi a parte, daaai, vi sta piacendo no? Dopotutto, se non è amore questo...


Come abbiamo già visto negli articoli precedenti (quello sulle curiosità e quello sull‘epoca sannita e romana), la storia della città di Benevento è stata da sempre caratterizzata di gloria e importanza. Direste voi “che noia, un altro articolo di storia!”. Ma come possiamo farvi conoscere tutto sulla città senza parlarvi di chi l’ha resa grande nei secoli?

È proprio a sostegno di questo che arrivano i nostri Longobardi, i leggendari invasori dell’Italia dopo la caduta dell’Impero Romano!

Ma come mai si parla di Benevento capitale Longobarda? Scopriamolo insieme!

Chi erano i longobardi?

Dopo aver subito diversi saccheggi (ma guarda un po’, dopo la caduta dell’Impero, che novità), Benevento fu il posto scelto dai sovrani longobardi, provenienti dal nord Europa, per fondare, nel 571, il ducato omonimo. Addirittura? Benevento fu davvero così importante? Sì! Da qui in poi, la sua storia fece sì che la capitale longobarda diventasse una città fiorente e ricca. Come luogo iniziale di insediamento, i longobardi scelsero il quartiere Trescene, zona alta della città e più adatta a sostenerne la difesa. Tra i vari principi, come Arechi I e Grimoaldo, che diventerà poi re, la città ricorda particolarmente il duca Arechi II. Questi, essendo genero di re Desiderio, permise alla città di Benevento di vivere un lungo periodo di pace e di incolumità totale. Arechi chiese al suocero di elevare il ducato a Principato, in segno di grande prestigio.

Alla morte di Arechi II, Benevento fu governata da diversi principi, fin quando fu presa da Roberto il Guiscardo e ceduta infine alla Chiesa nel 1077, dopo vari tentativi di conquista, tra i quali si ricorda quello di Manfredi di Svevia. Questi, secondo la leggenda, morì lungo le sponde del fiume Calore nella celebre battaglia di Benevento.



L’eredità longobarda


Ok, tutto molto avvincente, ma sono solo chiacchiere o ci è rimasto qualcosa della presenza longobarda a Benevento?

Beh, per rispondere questa domanda inizierò con un discorso lunghissimo... ahaha no, la smetto di scherzare, promesso lol

Innanzitutto bisogna dire che i longobardi a Benevento sono tutt’oggi ovunque, persino nei monumenti e nelle costruzioni più antiche (e viceversa). Com’è possibile? Non sto inventando eh, lo giuro! Basta guardare i materiali che compongono gli edifici. I longobardi erano famosi per il riciclo di materiale edile, quindi ogni struttura dell’epoca veniva eretta utilizzando vecchie costruzioni o materiali provenienti da rovine o zone degradate. Non è per niente difficile imbattersi in pezzi di colonne e busti romani incastonati nei muri dei palazzi storici della città di Benevento. Inoltre, i vari sovrani longobardi si occuparono della ricostruzione e della ristrutturazione di vari edifici diroccati. Di conseguenza, in monumenti romani o addirittura sanniti, come la Rocca dei Rettori, è comunissimo imbattersi in pezzi riciclati provenienti da altre epoche. Sembra una cosa comica, ma in realtà è una caratteristica originalissima! In più, ai longobardi si deve la cinta muraria di Benevento, ancora oggi intatta e stabile. Ma il pezzo più celebre, quello forse invidiato da tutto il mondo, è senza ombra di dubbio la Chiesa di Santa Sofia, patrimonio dell’UNESCO dal 2011.

I dettagli? Non ora, vi pare? Ci avete sopportati troppo poco! Hahaha

Scherzi a parte, la Chiesa di Santa Sofia merita un siparietto tutto per se. Abbiamo quindi deciso di renderle giustizia nel miglior modo possibile!



Vi è piaciuto questo approfondimento storico? Sono stato noioso come al solito? Beh, fatemelo sapere (non siate brutali, eh ahaha)! Vi lascio ai nostri post e alle nostre Instagram stories, in attesa del prossimo articolo!

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