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  • Salvatore

Benevento: Arco di Traiano e Chiesa di Santa Sofia

Sì lo so, vi abbiamo “tenuti un po’ in canzone”, come si dice da queste parti. In altre parole, vi abbiamo fatto aspettare un sacco di tempo per arrivare a questo momento.

Molti di voi avrebbero voluto passare subito al sodo, alle location che a tutti sembrano più instagrammabili. Altri invece hanno trovato interessanti anche i nostri articoli sulle cose un po’ meno conosciute di Benevento, tra cui la storia della città e le sue curiosità. Che facciate parte di uno o dell’altro gruppo, beh, è giunto finalmente il momento di parlare un po’ più nel dettaglio dei due monumenti più conosciuti di Benevento: Arco di Traiano e Chiesa di Santa Sofia. Abbiamo già accennato qualcosa al riguardo qui, ma adesso vi diamo qualche dritta in più!


Chiesa di Santa Sofia

Partiamo dalla parte alta di Corso Garibaldi, proseguendo verso la parte bassa. Bene, ci si imbatte quasi immediatamente in uno dei due monumenti più conosciuti di Benevento: la Chiesa di Santa Sofia. Vi potrà magari sembrare qualcosa di banale nel leggere queste righe. In realtà la presentazione visiva del monumento è tutt’altro che usuale! La parte immediatamente visibile è lo storico campanile, separato dalla chiesa e posto in una posizione più orientata verso la strada principale.



Avvicinandosi sempre di più, la chiesa fa capolino sul fondo della piazza, immediatamente dietro ad una fontana sormontata da un obelisco, in ricordo della presenza del culto egizio a Benevento. Ma perché il campanile è separato dalla chiesa? Beh, se avete seguito le nostre instagram stories conoscete sicuramente la risposta. Nel caso contrario, il campanile fu “spostato” dalla posizione originale perché, durante un disastroso terremoto, collassò sulla chiesa rovinandola gravemente.



Altra particolarità della Chiesa di Santa Sofia è la sua pianta tutt’altro che convenzionale. Troviamo infatti, al posto delle classiche croci latine o greche, una pianta esagonale. Forte, eh? Ma lo stupore vero e proprio non arriva fin quando non ci si addentra nel tempio. La chiesa mantiene uno splendore medievale di epoca longobarda. Spiccano subito le sei colonne centrali, anch’esse riusi longobardi dei resti di rovine di età romana. Si presume che le colonne vengano addirittura dall’antico tempio di Iside di Benevento. I resti sulle pareti retrostanti l’altare fanno intuire che la chiesa fosse, un tempo, completamente affrescata. Uscendo dal tempio e varcando il cancello che si trova alla sua sinistra, è possibile accedere al celebre chiostro di Santa Sofia, oggi sede del Museo del Sannio. Il chiostro non è altro che la corte centrale dell’antico convento gestito direttamente dalla sorella del principe Arechi II... ricordate chi fosse il principe? Ne parliamo proprio qui!



La particolarità del chiostro sta nel suo colonnato, presente in tutti i libri di storia dell’arte del mondo! Le colonne, tutte di forma diversa, hanno un capitello su cui è scolpita una storia, sempre diversa per ogni singolo capitello. Credetemi, le fotografie scattate nel chiostro sono uniche nel loro genere, rendendolo un luogo perfettamente instagrammabile!

Ah, dettaglio importantissimo... questo luogo è, dal 2011, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, in quanto simbolo del potere longobardo in Italia. Bello, no?

Arco di Traiano

Proseguendo il nostro cammino lungo Corso Garibaldi alla scoperta dei due monumenti più conosciuti di Benevento, lasciandosi alle spalle la chiesa di Santa Sofia e svoltando a destra lungo via Traiano, si giunge al monumento beneventano per antonomasia, il suo simbolo per eccellenza. L’arco di Traiano, intitolato all’omonimo imperatore romano, sorge imponente all’estremità del viale. Il monumento si trova davvero a due passi dal B&B Domus Traiani, con cui abbiamo avuto il piacere di collaborare. Se volete saperne di più, trovate la nostra esperienza qui!



La particolarità dell’arco di Traiano? Iniziamo subito col dire che, al contrario dei vari archi presenti a Roma, quello beneventano è celebrativo. L’occasione? L’inaugurazione della via Traiana, che da Benevento portava a Brindisi seguendo un percorso alternativo rispetto alla più antica via Appia. L’arco di Traiano è, inoltre, unico nel suo genere. A che proposito? Beh, il fregio, che racconta la conquista romana della Dacia, è continuo. Quindi, in sintesi, la storia circonda completamente la cornice della struttura, al contrario degli altri archi. Esso è posto in una posizione che gli permette di volgere una facciata verso il centro storico e una facciata verso l’esterno della città. La facciata interna racconta dei rientri vittoriosi dell’imperatore Traiano in patria, mentre la facciata esterna racconta le imprese belliche dell’impero. Nella “pancia” dell’arco vi è infine rappresentata la scena della concessione delle riforme agrarie da parte di Traiano alla popolazione imperiale. Nel corso della storia l’arco di Traiano fu utilizzato come una delle otto porte della città di Benevento, fino ad essere addirittura inglobata nelle mura cittadine e tra le costruzioni civili. Per varie cause, tra cui guerre, terremoti e bombardamenti, le costruzioni adiacenti al monumento furono poi abbattute.

Fotografie o idee di filmati da fare nei pressi dell’arco? Innumerevoli, davvero. E a qualsiasi orario della giornata ci si reca a visitarlo, l’arco si tinge di una luce diversa. Quindi sì, anch’esso è un luogo perfettamente instagrammabile!

Eccoci dunque quasi giunti al momento clou. Siamo finalmente alle porte della settimana di Halloween! Curiosi di sapere dove vogliamo andare a parare? Seguiteci e (non) abbiate paura! Muahahahahaha

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